Iron Man

26 Maggio 2008 / Film, Guerra / No Comments

IronMan

Ieri sera ho visto questo film della Marvel. Devo dire che mi è piaciuto, un classico film americano da supereroe che ti fa sperare in un mondo migliore. Ma…
…è un film dove si parla di guerra, quella vera. Si ipotizza di un gruppo di estremisti di diverse nazionalità (per non deludere nessuno), che intendono raggiungere il potere grazie alle armi che produce la Stark Industries, azienda del nostro eroe.

In questo film ho trovato alcuni concetti interessanti che mi hanno dato modo di riflettere un po’.

“È meglio essere temuti o rispettati? è troppo chiedere entrambe le cose?” [Tony Stark]

“Va bene, sarò serio. Il mio vecchio aveva una filosofia, pace significa avere una mazza più grande degli altri.” [Tony Stark]

Sulla prima frase si potrebbe anche sorvolare, anche se in fondo in una società decente non sarebbe necessario nessuna delle due cose, non sarebbe meglio essere amati? chi ti ama ti rispetta, chi ti ama fa di tutto per il tuo bene… chi ti teme prima o poi cerca di uccidere la propria paura.

La seconda fa venire davvero i brividi… è il concetto di escalation, il concetto principe della guerra… il mondo ha toccato già il fondo durante la guerra fredda in questo senso… più è grossa la mazza più peserà sul mondo e prima o poi ti schiaccerà (e forse distruggerà il mondo). Dato che io voglio bene al mio mondo questa frase non mi piace. Ma ne comprendo bene il concetto, un po’ medioevale se vogliamo… allora poteva anche funzionare, oramai invece è assolutamente inaccettabile e controproducente.

Fare le cose bene e in modo che tutti ne abbiano profitto è possibile, oggi più di ieri e chi non vede questo rischia di danneggiare tutti quanti noi.

Le scene di guerra sono crude anche se non esageratamente splatter, ma meglio così dato che c’ erano dei bambini in sala… (ma i genitori sapevano che tipo di film era? i bambini che concetti potrebbero trarre da questo film? non è il classico superman fantoccio questo!).

Insegnare

23 Maggio 2008 / Utopia / No Comments

Oggi stavo sfogliando distrattamente metro e mi sono soffermato su un articolo che data alcuni consigli su come essere felici e vivere bene.

Certo nessuno potrà mai dirci come si fa, ogniuno ha un suo modo speciale, ma sicuramente ci sono dei punti chiave che aiutano nella realizzazione di sé stessi. Uno di questi è sicuramente l’ insegnamento.

Ci penso spesso, insegnare è a mio parere una delle cose belle della vita. Si sente di fare qualcosa di buono in quanto si aiuta qualcuno a crescere e migliorarsi e a vedere il mondo con occhi più consapevoli e onesti.

La conoscenza è quello che ci rende consapevoli del mondo, delle cose belle e di quelle brutte, quello che ci apre gli occhi sulla realtà. La superstizione è forte nell’ ingoranza, perché anche un ombra può diventare un demone se non si conosce la motivazione scientifica della sua esistenza. Conoscere ci aiuta a capire perché siamo qui e perché esistiamo. E un insegnate, maestro, guru se vogliamo… ci aiuta ad accrescere questo nostro potere.

Per questo amo profondamente sistemi di libera circolazione delle informazioni, opinioni e conoscenze, come wikipedia, linux e il mondo che piano piano si sta generando intorno a noi. Tutto ci aiuta a crescere ed essere insegnanti a nostra volta completa la nostra vita, perché la nostra conoscenza passerà a qualcun altro rendendo immortale una parte di noi.

Il rapporto tra insegnante ed allievo è molto stretto e intrigante, l’ insegnate dona una parte di sé esponendosi e l’ allievo la ascquisisce con brama accettando la sua ignoranza. Un rapporto stupendo, dove entrambi gli attori hanno degli indubbi benefici.

Certo questo in un sistema perfetto, ma io non penso agli insegnanti di scuola (raramente succede di avere un rapporto di questo tipo), chiunque può insegnarci qualcosa se siamo pronti ad imparare. Socrate ha impersonato più di chiunque altro questo concetto.

Cosa voglio dire in definitiva?

Insegnate quello che sapete e vivrete sicuramente meglio, aiuterete il mondo a negare la sua naturale entropia fornendo la vostra energia per creare, un mondo migliore si può ma serve l’ aiuto di tutti.

La caduta dell’ occidente

12 Maggio 2008 / Guerra, Utopia / 2 Comments

Finalmente mi sono deciso a pubblicare un articolo con le finalità che mi ero prefissato per questo blog. Spero sia di vostro gradimento e vorrete discuterne.

Qualche giorno fa ero da un amico e casualmente ci siamo messi a discutere di grandi personaggi storici, come Costantino, Teodosio e chissà perché siamo arrivati a Gandhi.

Devo ammettere che ho sempre avuto una passione particolare per questo personaggio, ho letto un libro che conteneva molti suoi aforismi e sono convinto che abbia modificato radicalmente la mia vita.

Così tra un pensiero e l’ altro è saltato fuori che la “guerra” non-violenta condotta da Gandhi è stata una delle più efficaci della storia, perché colpiva i profitti invece che le persone e non ha praticamente avuto costi di sorta.

Certo, non si trattava solo di questo ma comprendeva anche marce non-violente e sit-in e altri sistemi per attirare l’ attenzione pubblica, ma certamente una parte fondamentale per eliminare il loro problema (dominazione di un popolo straniero) la avuta il lato economico.

Perché

Beh, l’ idea fondamentalmente è che tutto l’ occidente si basa sul profitto. Stiamo perdendo le nostre radici e le nostre tradizioni un poco alla volta per sottostare alla moda e alla ricerca di prodotti che ci vengono imposti da multinazionali e persone senza scrupoli (in molti casi).

Lui ne era conscio e così ci fu un primo esperimento. Farsi il sale da soli.

Il sale era monopolio dell’ Inghilterra in India e comprando il sale dagli inglesi praticamente gli si assicurava un profitto facile in quanto tutti hanno bisogno di sale, innanzitutto per cucinare. E il sale era TUTTO inglese. Gli inglesi sottovalutarono la cosa e gli lasciarono fare questa prima dimostrazione. Da allora gli indiano si produssero il sale da soli e non comprarono più quello inglese.

Un secondo e più decisivo colpo ci fu quando oltre il sale decisero di non indossare più gli abiti occidentali.

Questa io penso sia una grandissima cosa, innanzitutto perché trovo stupido e immorale utilizzare abiti imposti dalla concezione occidentale solo per sembrare occidentali. E lui la pensava allo stesso modo.

Sei indiano. Vesti da indiano.

Gli altri popoli dovranno accettare il tuo modo di essere, le tue tradizioni e il tuo abbigliamento.

Certo questo è vero finché l’ abbigliamento non lede la libertà personale di una persona, la sua possibilità di scegliere. Finchè non danneggià gli altri (che siano uomini o donne) fai come ti pare e vestiti come ti senti.

Così Gandhi passò in carcere anni ed anni a tessere i suoi indumenti e molti altri presero esempio boicottando alla grande il potere straniero.

D’ altra parte è sempre quella la soluzione, l’ economia, l’ istruzione. E in fondo in quel momento fare una guerra contro una potenza del genere sarebbe stata un massacro e basta.

Soluzione

Qualcuno si fa un sacco soldi producendo armi ed ordigni bellici, materiale di protezione, etc.

Se io non compro le loro armi loro non avranno soldi per produrre altre armi da usare contro di me.

IO VOGLIO CHE IL MERCATO DELLE ARMI CROLLI.

Quindi non uso armi.

Sono solo, ma se TUTTI non usiamo armi… chi le produrrà più? sarà antieconomico e sopratutto contro la pubblica moralità.

Utopia, ovviamente… ma è un passo.

Se avete voglia e tempo (e se non ce lo avete trovatelo perché l’ ignoranza di certi argomenti crea la paura del terrorismo e di ciò che è sconosciuto) andate a cercare il costo che hanno avuto le guerre, guardate quanti soldi sono stati sperperati per ucciderci a vicenda… è spaventoso.

Inutile.

Tutto il denaro speso, sopratutto per le ultime guerre (quelle più tecnologiche), avrebbe sfamato interi continenti, sarebbe potuto essere la chiave di volta per costruire il mondo dell’ utopia, curare malattie, creare istruzione e integrazione, risollevare le sorti del nostro mondo.

Il problema è che pensiamo che uccidendo una persona i problemi svaniscano… ma non è così.

E sopratutto è sbagliato.

Potrei parlare per ore sempre delle stesse cose, quindi mi fermo qui e lascio a voi lettori, se esistere, il tempo per assimilare le cose che dico, ricordando sempre e comunque che non sono dogmi.

Tutto si può sempre discutere.

Tanta auguri… a me! :D

15 Aprile 2008 / Feste / No Comments

Ciao a tutti, oggi è il mio compleanno (applausi grazie ;D).

Volevo tanto mettere su un’ immagine di una bella torta di compleanno, golosa e gnam gnam gnam… ma alla fine non ne ho trovata nessuna che mi piacesse così ho optato per una soluzione molto più tecnica esaminando in dettaglio la mia vita.

Come immaginerete sono tutte cazzate… è possibile fare una stima del genere? ahahahahahah…. diciamo che “Ganja” è venuto di un bel verde :D ahahahahahahahah…

Beh, speriamo che la torta di stasera sia più “accattivante” e magari più buona di questa! :p

Ringrazio tutti i miei amici che mi sopportano, supportano e che mi hanno fatto gli auguri ma… e i regali??? :/

Ehhh… vabè… tanto non avevo bisogno di niente :)

Preferisco il mio “non compleanno” comunque… capita molto più spesso e ci si può divertire lo stesso! :D Ad ogni modo auguro un buon non compleanno anche a tutte le persone che lo compiono oggi.

Come la plastica

14 Aprile 2008 / Introduzione / No Comments

Ciao a tutti, è un sacco di tempo che sto pensando di aprire questo mio terzo e (credo) ultimo blog. Ci sono diverse ragioni che mi hanno spinto ad arrivare a tanto e ci ho dovuto riflettere su per mesi. Innanzitutto volevo accontentare una mia cara amica che mi chiede sempre di essere più allegro e di scrivere cose più carine di quanto io non faccia in Dark Aku. Inoltre spesso mi trovo a voler esprimere sensazioni, idee e sentimenti differenti tra loro, ai quali non avrebbe senso dare un singolo spazio.

Li raggrupperò in questo blog, cazzate, fiumi di parole sicuramente inutili per un sacco di gente ma chissà… magari a qualcuno piacerà leggere ciò che scrivo.

Ok, ho deciso. Il mio terzo blog lo chiamerò “Parole di plastica”, perché la plastica non è un materiale nobile, è sintetica e ormai banale. Spero che le mie parole non saranno banali, ma dato che questo sarà un raccoglitore di tutto quello che mi viene in mente a molti potrà sembrare un po’ piatto e scontato. Come la plastica.

Benvenuti dunque in un’ altra ala del mio pensiero, divertitevi se potete, commentate se volete e leggete leggete leggete.